sofiafresia

18/08/2021 Premio Mestre di Pittura

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E' con grande piacere che comunico di essere stata inserita tra i 60 finalisti del Premio Mestre di Pittura 2021, un'edizione che ha visto oltre 850 opere in concorso valutate dalla giuria composta da Gianfranco Maraniello (già direttore del MART), Gabriella Belli (direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia), Karole Vail (direttrice della collezione Peggy Guggenheim di Venezia), Michele Bonuomo (direttore del mensile Arte Mondadori), Riccardo Caldura (direttore dell'Accademia di Belle Arti di Venezia), Roberto Zamberlan (consigliere della Fondazione Bevilacqua la Masa), Christiano Costantini (curatore del sito Amici del Premio Mestre di Pittura) e Marco Dolfin (storico e critico d'arte, curatore della mostra dei finalisti).
L'opera selezionata è New society (2021), olio su tela di iuta 120x180 cm, che sarà esposta al Centro Culturale Candiani di Venezia Mestre dal 10 settembre al 1 ottobre 2021, data della serata conclusiva della mostra e della premiazione delle opere vincitrici presso il Teatro Toniolo di Mestre.

09/08/2021 Artist interview at Fish Factory IS

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Sono stati pubblicati sui canali social e sul sito di Fish Factory l'intervista e il video riassuntivi dell'esperienza di residenza artistica che ho svolto con il fotografo Delfo Pozzi in Islanda. Ecco il testo originale in inglese e i link da cui poter accedere alla pagina della rubrica Meet the artist di Fish Factory e alla video intervista pubblicata su You Tube. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questa esperienza, su ogni livello. Grazie!

Sofia Fresia and Delfo Pozzi are two Italian artists working in the fields of Painting and Photography. Sofia completed her MFA at the Academy of Fine Arts of Torino in March 2021, while Delfo is studying Photography at Accademia di Brera in Milano.
They decided to go to Iceland together in order to work on a common project focusing on landscape and climate change. During their time at the Fish Factory, Sofia and Delfo realized a series of works on paper using the technique of mixed media on cyanotype: Delfo took the photos and obtained the negatives, then they worked together at the printing process, and finally Sofia modified the printed cyanotype with pencils and watercolors in order to get a final result placed in the middle between painting and photography. During the time they spent in Iceland, they also worked on single projects: Delfo realized some photo series, while Sofia had the opportunity to create two big oil paintings on canvas inspired by pools, her personal universe of visual references.


Rubrica Meet the Artist
Video intervista

01/08/2021 Simposio di Via Maier

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Si è concluso domenica 1 agosto 2021 il Simposio di Via Maier, una manifestazione artistica a carattere residenziale che ha portato 8 giovani artisti a confrontarsi con gli antichi spazi della storica Via Maier a Pergine Valsugana (Tn) elaborando opere sul tema Uomo - Natura. Lo scopo dell'iniziativa è stato non soltanto legato alla promozione della giovane arte, ma anche alla volontà di far rivivere le storiche botteghe artigiane di Via Maier, che era il centro delle attività economiche e sociali del paese fino a qualche decennio fa ed è poi stata progressivamente abbandonata. Gli artisti hanno potuto partecipare con una o più opere già realizzate da collocare in punti chiave individuati dalla curatrice Dora Bulart della Galleria Contempo(mostra diffusa), oppure prendendo parte a una residenza di 13 giorni durante la quale realizzare nuove opere con la formula dell'open studio. L'organizzazione del Simposio, a cura dell'associazione Teatro delle Garberie, ha poi inserito nel corso del Simposio alcuni eventi teatrali, musicali, e conferenze di carattere storico e artistico. Durante la residenza nello studio di Palazzo a Prato hanno visto la luce le due tele "Nel mare non ci sono più i coccodrilli" (olio su tela, 120x130 cm) e "The new reef" (olio su tela, 100x90 cm), che prenderanno parte a un'esposizione persso il teatro comunale di Pergine ad ottobre 2021.

Artisti in residenza: Sofia Fresia, Ortensia Benussi, Valentina Cirasa.
Mostra diffusa: Simone Boschele, Nadia Tamanini, Aran Ndimurwanko, Viviana Perghem, Mattia Cozzio.
Curatela: Dora Bulart

11/07/2021 Marine Litter Art

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Dal 5 all'11 luglio si è svolta Marine Litter Art, una manifestazione promossa da Marevivo Onlus che ha coinvolto oltre venti artisti provenienti da tutta Italia, e confluiti a Eraclea Minoa (Ag) per realizzare installazioni e sculture sul tema della denuncia del degrado dell'ambiente marino. Il primo giorno gli artisti hanno preso parte alla pulizia del tratto di spiaggia situato alla foce del fiume Platani, allo scopo non solo di salvaguardare l'ambiente, ma anche di reperire materiale da impiegare nella realizzazione delle opere. L'area di intervento è al centro di un progetto di riqualificazione ad opera di Marevivo, che ha da poco allestito una barriera anti plastica per fermare i rifiuti galleggianti sull'ultimo tratto del fiume. Gli artisti sono quindi stati dislocati nella pineta dell'Oasi Marevivo dove nel corso dei giorni successivi hanno potuto ideare e realizzare in piena libertà espressiva le opere. Personalmente ho trovato l'esperienza molto stimolante sotto svariati punti di vista: la possibilità di conoscere e confrontarsi con altri artisti di tutte le età abituati a lavorare con medium diversi, la sfida di dover maneggiare materiali tridimensionali non idonei allo spazio pittorico, la grande opera di divulgazione che l'associazione ha promosso per stimolare l'inventiva e la consapevolezza di noi partecipanti riguardo il reale stato di degrado del mare. Durante la settimana sono stati organizzati incontri e attività legate alla cultura e al territorio, come la liberazione di un esemplare di tartaruga Caretta caretta riabilitata presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Sicilia o la presentazione di un articolo scientifico del dott. Mimmo Macaluso sull'alterazione del comportamento nelle specie ittiche a causa dell'aumento dell'anidride carbonica nelle acque dovuta al loro progressivo surriscaldamento. Sabato 10 luglio è stata inaugurata la mostra Marine Litter Art, che resterà visitabile presso l'Oasi Marevivo per tutta l'estate, e la giuria ha assegnato tre premi in denaro in memoria di Antonio Aloisio, subacqueo appassionato di mare tragicamente scomparso durante un'immersione a Isola delle Femmine nel settembre 2019.

Artisti partecipanti: Veronique Pozzi Painè, Aurora Bresci, Giampietro Di Napoli, Nicola Spanò, Veronica Rastelli, Sofia Fresia, Tiziana Battaglia, Francesco Baglieri, Domenico Cocchiara, Elia Salerno, Niko Giordani, Giovanni Gravagna, Giorgio Caldarella, Federica Perotti, Roberto Giordani, Valerio Vella, Salvatore Navarra, Luisa Liotta, Federico Alemanni, Cetty Messina, Federica Beninati, Simone Crisafulli, Nunzia Aurora Spagnolo.



15/06/2021 Pittura e nuoto, una riflessione sul mondo di oggi - Intervista su Altro Spazio D'Arte

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Ringrazio molto gli ideatori di Altro Spazio D‘arte per essersi interessati alla mia storia e alla mia pratica artistica. Di seguito potete leggere la trascrizione dell’intervista da loro pubblicata e trovare i link al loro sito e ai loro canali social dove vengono pubblicati settimanalmente contenuti interessanti sulla nuova arte emergente.

Breve presentazione.

Mi chiamo Sofia Fresia, ho 29 anni e ho da poco terminato gli studi di pittura presso l’Accademia Albertina di Torino, città dove vivo e lavoro.

Quando hai deciso di dedicarti all’arte?

Quando ero piccola i miei genitori mi hanno abituata a frequentare musei ed esposizioni d'arte, pur trasmettendomi la convinzione che quella dell'artista fosse una figura relegata al passato. Per la mia famiglia l'arte è sempre stata appannaggio del tempo libero, ciononostante durante gli anni della scuola mi hanno sostenuta nella pratica di diverse espressioni artistiche, dal teatro alla pittura alla musica. La visita della mostra “Gli Impressionisti e la neve” (2005) mi ha avvicinata in maniera decisiva alle arti visive, tuttavia non ho avuto la possibilità - o meglio, il “permesso” - di frequentare il liceo artistico, quindi ho deciso di continuare da autodidatta finché la pittura non si è rivelata cruciale nell’affrontare un lungo ricovero ospedaliero. Dipingere ha riacceso in me una scintilla di interesse per la vita e mi ha fatto capire che esistono buoni modi per comunicare anche al di là delle parole, che in quel momento mi parevano inutili perché nessuno sembrava disposto a prendermi sul serio. Ho iniziato a prestare attenzione alle piccole cose e a osservare più attentamente il mondo intorno a me, immaginando come riportarlo su carta. Dopo la laurea in Infermieristica (2014) ho deciso di iscrivermi all’Accademia Albertina di Torino, convinta che se la pittura mi era stata di grande aiuto avrebbe potuto esserlo anche per altri attraverso i miei lavori.

Tu usi riferimenti visivi al mondo del nuoto. Perché? Con quale stile lo fai?

La mia serie principale di opere si intitola Pools, ed effettivamente prende spunto in maniera diretta dalla mia esperienza di atleta di nuoto per salvamento. Su questo mi sento di spendere due parole, perché prima di nuotare avevo praticato per tanti anni altri sport, anche a livello agonistico, ma nessuno di questi ha lasciato un segno tale da ripercuotersi sul mio percorso artistico in maniera così spiccata. La mia esperienza di nuotatrice ha avuto inizio negli ultimi anni del liceo, quando decisi che avrei voluto entrare in una squadra di nuoto: vivevo un periodo in cui mi sembrava di riscoprire il mondo da capo e non mi ponevo nessun tipo di barriera, per quanto fossi ben consapevole del fatto che a quell’età la maggior parte dei miei coetanei nuotatori stesse smettendo piuttosto che iniziando. Il nuoto è stato per me una seconda casa, dove ho trovato una seconda famiglia e mi sono sentita capita: per questo ci sono ancora oggi molto legata e tendo a rimandare all’infinito il momento di smettere. Durante il secondo anno di accademia ho iniziato ad inserire nei miei dipinti gli attrezzi sportivi con cui mi allenavo ogni giorno, riscoprendo in parallelo il Surrealismo grazie a un corso di storia dell’arte. Conoscevo già i grandi maestri del movimento, ma non li avevo mai osservati così da vicino: nei loro lavori ho ritrovato la dimensione onirica ed inconscia in associazione a un adattamento del tutto originale dello stile figurativo classico che da sempre mi affascina. Ho quindi provato a riunire questi miei due interessi artistici nelle tre tele che hanno costituito il mio progetto di tesi triennale, e da lì sono nate le prime opere della serie Pools - che sto continuando a portare avanti ancora oggi, sebbene con modalità che si sono poi evolute nel tempo.

Osservando le tue opere notiamo anche esperimenti con materiali particolari, come ad esempio nell’opera ‘SOS’

Al momento sto lavorando anche a un progetto parallelo alla serie Pools che è incentrato sull’utilizzo di materiali di recupero nella pratica artistica. Le motivazioni che mi hanno spinta in questa direzione sono diverse, e la prima è sicuramente legata alla consapevolezza della necessità urgente di tutelare il pianeta in ogni suo aspetto (ero il tipo di bambina che si metteva a gridare contro chiunque lasciasse accesa un’auto ferma, anche se era della polizia). Ma probabilmente questi buoni propositi non avrebbero ancora trovato il modo di realizzarsi nel concreto se non fosse che durante il lockdown della scorsa primavera sono rimasta - come più o meno tutti - a corto di materiali artistici, dal momento che farseli recapitare a casa era diventato quasi impossibile. Ho perciò iniziato a guardarmi intorno, e vecchie federe e canovacci da cucina sono diventati i miei nuovi supporti. A quel primo lavoro intitolato Intimità ne sono seguiti altri, e a febbraio 2021 ho potuto portare avanti un progetto specifico sul recupero creativo durante una residenza d’arte a Masseria Cultura (Ba). Essendo la sede della residenza un antico casolare isolato nelle campagne dell’entroterra pugliese, ho voluto provare a lavorare sui materiali di scarto che avrei trovato sul posto: l’opera SOS è stata la prima che ho realizzato durante la mia permanenza, a partire da scampoli di tessuto che mi erano stati consegnati dai padroni di casa perché destinati a diventare stracci di riserva per le pulizie domestiche. Inizialmente ho creato un patchwork che potesse essere sufficientemente grande da adattarsi a un piccolo telaio, quindi soffermandomi a guardare la trama colorata che si era formata mi è stato suggerito quasi in maniera automatica il soggetto: la lunga striscia azzurra in basso è così diventata la superficie del mare, a cui ho scelto di aggiungere dei nuotatori nell’atto di immergersi. L’inabissamento è una delle metafore che preferisco per parlare della sensazione di perdita di punti di riferimento e controllo che sembra attanagliare sempre più il nostro tempo.

Tu ami molto raccontare anche attraverso il diario di viaggio. Ce ne puoi parlare?

Da qualche anno ho preso l’abitudine di portare con me in ogni viaggio o escursione che faccio un piccolo taccuino, dove annoto luoghi, colori e pensieri; mi piace anche molto aggiungere delle parti scritte a corredo delle immagini, per questo ho iniziato a pensare a questi quaderni come a dei diari di viaggio. Utilizzarli mi permette di fissare in maniera più potente i ricordi di quanto non riuscissi a fare prima con la fotografia, di tenere a mente in maniera più facile itinerari e percorsi, e di avere un ‘souvenir’ del tutto originale di ogni Paese che ho la fortuna di visitare.

Come stai vivendo questo particolare momento storico?

Se già normalmente stare al passo con i cambiamenti che caratterizzano la nostra epoca è difficile e faticoso, in questo ultimo anno la velocità si è più che triplicata. Anche io sono stata investita in pieno dagli eventi, ma la situazione ha avuto un duplice effetto. Guardando il lato positivo sto avendo molto tempo per creare, più che in qualsiasi altro momento della mia vita. La scorsa primavera durante il primo lockdown ho realizzato diversi dipinti di grande formato legati alla pandemia, ma grazie al filtro del Surrealismo ho potuto mantenere una certa distanza di sicurezza dagli eventi che mi ha permesso di esorcizzare la situazione e far fronte alle mie paure senza cadere preda della disperazione. Il lato negativo però è stato e continua ad essere la mancanza di contatto con l’esterno e con gli altri - artisti e non - che ritengo indispensabile per la crescita personale e una buona riuscita artistica. Al momento sto ancora cercando di trovare un equilibrio tra le novità che la pandemia ha portato nelle nostre vite e inizio a ritagliarmi nuovamente degli spazi con un po' più di autonomia decisionale, sperando di riuscire a realizzare dei progetti in presenza nel prossimo futuro.

Qual è il tuo messaggio artistico?
Nei miei lavori ricombino spesso tra loro parti della realtà che mi circonda - e in particolare dalla mia esperienza di nuotatrice - per riflettere sulla società di oggi e sulle nuove difficoltà che comporta il farne parte. Più che all’analisi delle dinamiche sociali in sé, sono interessata alle reazioni del singolo, a quello che prova e alle sue motivazioni. Tradurre in immagini ciò che sento mi dà forza e mi aiuta a far fronte alle difficoltà. Attraverso dipinti dai colori vivaci cerco di suggerire un’interpretazione dell’oggi che sia meno grigia e più propositiva, un invito a vedere uno spiraglio di luce anche in questi tempi incerti.

Cosa non deve mai mancare mentre lavori?

Ci sono due elementi che non possono mancare: una buona illuminazione naturale e un audiolibro da ascoltare mentre dipingo o disegno.

Stai lavorando a qualche progetto in particolare?

Al momento sono appena rientrata da una residenza artistica a Stöðvarfjörður, in Islanda, dove ho portato avanti un progetto con il mio ragazzo che sta per finire gli studi in fotografia all’Accademia di Brera. Il nostro lavoro si focalizza sul paesaggio islandese che diventerà il soggetto di una serie di cianotipie su cui andrò a intervenire con il colore o con il collage allo scopo di ottenere un risultato finale che sia a metà strada tra la mia pittura e la sua fotografia.

Una curiosità prima di lasciarci.

Sono una grande appassionata di montagna fin da bambina, e dopo essere diventata Accompagnatore di Media Montagna d’estate organizzo anche escursioni nel corso delle quali sono previste soste per laboratori artistici in natura.




Altro Spazio D'Arte
Link all'intervista
Video di presentazione
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10/06/2021 Residenza artistica a Stodvarfjordur, Islanda

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Quale miglior regalo di una residenza d’arte subito dopo il diploma in Pittura!

Da fine marzo ai primi giorni di giugno ho avuto l’opportunità di lavorare presso Fish Factory Creative Center, uno spazio ricavato all’interno di una vecchia azienda per la lavorazione del pesce sulle coste nordorientali dell’Islanda in disuso dal 2005. Il progetto che abbiamo realizzato in coppia io e Delfo Pozzi (fotografo) consiste in una serie di cianotipie del paesaggio islandese, modificate tramite innesti di colore per ottenere un risultato che sia collocabile a metà strada tra la mia pittura e la sua fotografia. Approfittando degli ampi spazi dello studio condiviso, ho lavorato anche a due dipinti ad olio di grande formato che andranno a completare una mini serie interna a quella principale Pools, di natura più critica e con riferimenti allo stile pop. Oltre ad avere il piacere di conoscere artisti e creativi di ogni genere (pittori, performer, musicisti, scultori..) provenienti da ogni parte del mondo, abbiamo avuto la possibilità di viaggiare per l’Islanda, scoprendo un territorio selvaggio e disabitato che ci ha tenuti come sospesi nello spazio tempo fino al nostro rientro in Italia. Ringrazio in particolar modo gli organizzatori della residenza, Una e Vinny, e tutti gli amici artisti con cui abbiamo convissuto e coi quali speriamo di restare in contatto nel tempo: Negomi Imogen (USA), Alba Suau (ESP), Daniel Laxness (IS/UK), Ingrid Gaier (AT), Lisette de Greeuw (NL/BE).

Thank you guys!

14/04/2021 Singulart represented artist

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Con mio grande piacere sono stata invitata ad entrare a far parte della piattaforma di vendita online Singulart in quanto artista rappresentato. Singulart è la prima galleria online per numero di vendite e network di collezionisti in Europa. Per visitare il mio profilo clicca QUI

12/03/2021 Artist spotlight

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Sono felice di essere stata selezionata per la rubrica "artist spotlight" curata dalla piattaforma di vendita d'arte online Artsted, una realtà nuova e ancora in fase di rodaggio ma promettente. Ecco il testo completo dell'intervista (eng).

Hi Sofia! So nice meeting you. Could you tell a few things about yourself?
My name is Sofia Fresia and I am an Italian figurative artist, specialized in oil painting to be specific. I am 28 years old, and I currently work and live in Turin, in the northwest of Italy.

When did you start your journey as an artist?
I approached art for the first time thanks to a visit to the exhibition “The Impressionists and the snow” (2005), from which I gained interest in figurative and landscape painting. I did not have the opportunity — or rather, “the permission” — to attend artistic studies, so I continued as an autodidact until painting proved to be crucial in facing a long hospital stay. Painting helped me to find interest in life and to free myself from my ghosts in a sort of rebirth. After graduating in nursing (2014) I decided to enrol in the Albertina Art Academy in Turin. The first artworks were highly figurative and connected to the aspects that I felt most related to my rebirth, such as hiking and swimming. At the beginning I used painting to talk about myself to myself, as if to say “I am here and I have become this person”. Later I started using painting to talk about myself to the others and this was a revolution for me because I realized that communication through paintings was more incisive than through words, and allowed me to face problems that I would never have dared to talk about. From there to using art to talk about issues that were important to me but also potentially felt by many other people, the step was short. When people began to recognize themselves in some of my paintings, I realized that my work maybe could be defined as real art, and I’ve started to think of myself as an artist.


What is your primary source of inspiration?
My best creative ideas come to me while doing something else, like walking or running. At first I don’t usually think of a complete composition, but of a message or situation that I would like to share or about which I would like to express my opinion. In the following days or weeks I collect visual insights useful for my speech, until I create a fairly precise sketch of what the final result will be. I don’t have a real painting studio yet, so I paint wherever I manage to place my easels: one of my first plans for the future is to get my own space. I really like painting and listening to an audiobook.


How would you define yourself as an artist?
I think of myself as a figurative oil painter who loves mixing old painting techniques and contemporary themes, and sharing my practice thanks to workshops open to the public. My works are mostly medium or large size oil paintings characterised by a visual language that originates from Surrealism. There are constant references to the water and the swimmers’ world that recall both the concept of social fluidity and my personal experience as a surf lifesaving athlete. I am interested in bringing out the imaginative, dreamlike and unconscious component of today’s people, annihilated by a hectic lifestyle: more than on the analysis of the social dynamics itself, my research focuses on the reactions of the individual, his/her feelings and his/her reasons. Some artworks are conceived as a means to take note of a difficulty and rework it, while others focus on problems that are common to the contemporary youth universe.
Paintings are supposed to suggest an interpretation that can be helpful or at least comforting: recognizing that you are not alone in facing certain difficulties is a good step to get closer to other people and to keep hope safe even in these uncertain times. I’m proud of my main painting series ‘Pools’, which I started in 2017, and now I am working on a large triptych inspired by the reading of G. Orwell’s 1984 novel that will be included in the series. The project will consist of three canvases 120x180 cm each, and I hope it will become one of my favourite works.


After you have decided to undertake this path, how did your work transform the way you interact with the world?
My work helped me to have greater awareness of myself, of my tastes and beliefs, as well as to have a privileged mode of communication in addition to the usual ones. They also proved to be a valuable tool for analysing the surrounding reality and making some order in my thoughts. Sometimes it’s difficult to create a good communication with the public, but my personal experience has usually been very positive because people seem to like and understand my work. The biggest difficulties concern being noticed and accepted by the official art world: at the moment I have not found yet a way to make my voice heard, and I feel a bit lost in the multitude of people who would like to be recognized as an artist.

Let’s talk about 2020, it was such an unusual and intense experience for all of us. What did it mean to you, how was your creative practice different during the pandemic?
Here in Italy we had a three months general lockdown from March to May 2020. The situation had a double effect. Looking on the bright side I had a lot of time to paint, much more than ever: all my daily life was built around the studio practice. I realized many paintings, even if I decided to keep the original medium-large size, and all of them were strictly related to the pandemic but thanks to a surreal filter: they helped me a lot to face my fears and to exorcise the situation, making sure that I didn’t let myself go to despair. I had lots of free time to study colours and painting theory, but also to try new art techniques and painting supports.
The negative side has certainly been the lack of contact and comparison with other artists, which I believe is essential to carry out a good art practice. Most of the main ideas that underlie my paintings are related to some aspects of contemporary society, so I’m sure that the changes due to the pandemic will also affect my art, although I don’t know exactly how yet.


Give us a bit of a glimpse into your future projects: what should we be expecting?
In April after graduating I will take part in a two months artist residency in northern Iceland, working on a project focused on cyanotype and painting.

08/03/2021 Progetto di tesi "Surrealtà. Il presente inaspettato"

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Lunedi 8 marzo 2021 è stato discusso il mio progetto di tesi del biennio in Pittura presso l'Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino. L'elaborato, dal titolo "Surrealtà. Il presente inaspettato", e i tre dipinti facenti parte del progetto stesso sono stati presentati dal vivo, grazie ad una fortunata finestra legislativa che ha consentito lo svolgersi delle tesi anche in modalità fisica. E' stato strano presentare un progetto incentrato sui cambiamenti sociali dovuti alla pandemia mentre questa è ancora in atto, come sentirsi inglobati nostro malgrado in una creazione che ha preso vita fagocitandoci. Le tre tele che compongono il progetto sono state tutte realizzate nei mesi del primo lockdown primaverile, e cercano di calarsi nella realtà di quel contesto attraverso il filtro del Surrealismo. La commissione era composta dai professori Giuseppe Leonardi (pittura), Salvatore Giamblanco (pittura) e Fernanda Tartaglino (anatomia artistica). In allegato la versione digitale dell'elaborato di tesi.

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Surrealt_._Il_presente_inaspettato.pdf (24.75 MB)

26/02/2021 Residenza artistica a Masseria Cultura

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Si stanno per concludere le due settimane che ho trascorso in residenza a Masseria Cultura, realtà artistica indipendente ideata e portata avanti da Jacques Leo (artista) e Fabrizia Franca nelle campagne della Murgia pugliese. Ogni anno la Masseria ospita un numero variabile di artisti, italiani e stranieri, selezionati tramite bando: gli spazi di lavoro sono condivisi e la natura del luogo si pone come spunto per lavori basati sul riuso degli elementi naturali (pietra, legno, terra, paglia...). Durante la mia permanenza ho portato avanti un progetto basato sul riutilizzo di materiali di scarto, che si è concretizzato in una serie di opere di diverso genere - dai dipinti su legno e vecchie piastrelle, a piccoli oggetti raffiguranti ambienti in miniatura. In chiusura sarà realizzata una Lab Experience nel corso della quale condividerò la mia pratica artistica, guidando i partecipanti alla realizzazione di un dipinto di piccolo formato. Masseria Cultura è stata la mia prima esperienza di residenza artistica: due settimane immersa nella natura di una primavera anticipata, in un clima umano in grado di risvegliare l'estro creativo sopito da mesi di routine cittadina. Ringrazio con tutto il cuore gli organizzatori per aver dato fiducia al mio lavoro e per avermi fatta sentire parte della famiglia, è stata un'esperienza che spero segni l'inizio di un nuovo percorso lungo le vie dell'arte.
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