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01/06/2019 "Venti artisti per Manet"

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Il 1 giugno 2019 al museo archeologico di Olbia Molo Brin è stata inaugurata la mostra Ventidue artisti per Manet, un'esposizione di opere di artisti contemporanei in dialogo con le incisioni del grande maestro Edouard Manet esposte per l'occasione proprio presso Molo Brin. Agli artisti è stato chiesto di realizzare un'opera in piena libertà stilistica ispirata a una delle due incisioni di Manet prescelte dal comitato scientifico, Il chitarrista spagnolo e Jeanne o La primavera.

Gli artisti prescelti sono: Marin Walter, Panico Sabato, Molli Walter, Frati Federica, Fresia Sofia, Mattei Marco, Dalmazio Luca, Prevosto Davide, Bouyer Raphael, Bruni Laura, Cecchin Liliana, Venturi Aleodor, Cacucciolo Loredana, Barberio Nicola, Tidu Marco, Abate Giampiero, Giuliano Luca, Simone Lucia, Catallo Henry, Zambon Tamara e Riaudo Fabio.



"Il progetto Verba Volant Scripta Manet rientra nell'ambito del Premio Marchionni 2019 come premio speciale per ventidue artisti selezionati dalla Direzione Artistica del Premio Marchionni e del Museo Magmma, coadiuvati da alcuni membri del comitato scientifico del Premio stesso. L'idea si è sviluppata pensando di creare un gruppo di allievi virtuali del maestro che, in una sorta di cenacolo conviviale, lo rievocassero con un'opera che riproducesse un'incisione di Manet, messa a disposizione dallo stesso Manet, come se il maestro francese si materializzasse in quel luogo.
Allievi virtuali in un caleidoscopio di immagini rievocative che riproducono i segni, le immagini, le atmosfere del "Maestro", attualizzando la tecnica adottata da Manet reinterpretandola. Con un'immagine replicata, distorta o modificata secondo una visione personale e soggettiva dell'artista. Lo rievocano secondo il loro percorso artistico ereditato dal passato come un fil rouge che ricama l'arte e si dirama in una trama tessuta in oltre centocinquant'anni di storia dell'arte
".

Walter Marchionni
Direttore Museo Magmma

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05/05/2018 " Rodello Arte: Tra il Sacro e la Terra"

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Nei giorni 24 e 25 febbraio 2018, i dieci artisti selezionati tramite la call « Rodello Arte » hanno partecipato a una serie di incontri e visite guidate sviluppate intorno al tema ‘ la Terra e il Sacro’. Nella cornice del paesaggio langarolo ammantato di neve, le due giornate sono state ricche di eventi e fondamentali agli artisti per avvicinarsi al tema della call da più punti di vista, grazie ai numerosi e variegati interventi. La natura residenziale del workshop ha permesso lo scambio di idee e il confronto tra gli artisti, ed è stata un’opportunità unica per conoscere meglio le opere e la vita del maestro Dedalo Montali grazie alla visita guidata ai siti dove sono collocati numerosi suoi lavori. Il bagaglio di esperienze raccolte in questi due giorni è stato rielaborato da ciascun partecipante nei mesi successivi per dare forma a un’opera d’arte connessa al legame tra Terra e Sacro. I lavori sono stati riuniti in una mostra collettiva nella chiesa dell’Immacolata di Rodello (cn), curata da Turismo in Langa in stretta collaborazione con il Comune, la Residenza, il Museo diocesano e le associazioni Colline & culture e Be s treet.
Inaugurata sabato 5 maggio, la mostra rimmarrà aperta al pubblico fino a fine ottobre dopodiché gli artisti potranno scegliere se tornare in possesso dell’opera o donarla al Museo Diocesano di Alba per successive esposizioni.


Artisti selezionati: Francesca Candito, Irene Lupia, Fabrizio Gavatorta, Giuseppe De Siati, Sofia Fresia, Daniela Gorla, Veronique Pozzi Painè, Eugenio Pacchioli, Roberta Omodei Zorini e Liliana Lucia Consoli.


In cammino (2018), olio su tela, 3 pannelli 30x60 cm

Il paesaggio è episodio del tutto singolare: ognuno è il suo proprio paesaggio. Così, Fresia si immagina "In cammino" al centro del panorama, il suo paesaggio, quello delle montagne piemontesi che si inchinano al cospetto di Superga. Ma che tendono una mano anche verso l'uomo che, solitario e contemplante, si accinge a farle sue, con lo sguardo o al termine di una scalata. Un percorso che l'uomo fa, e che lo porta ad essere artefice delle più splendide architetture o delle più mirabolanti imprese alpinistiche.

Filippo Ghisi

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